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Il nostro van camperizzato: il Cetriolo

Evidentemente i napoletani non digeriscono il cetriolo, perchè quando devono indicare qualcosa di pesante lo appellano appunto Cetriolo. Per questo il nostro robusto pulmino Volkswagen camperizzato i nostri amici lo hanno battezzato così e così noi ce lo teniamo. Il colore ha sostenuto la scelta. Lo abbiamo comprato quasi ad occhi chiusi, inviando un'amica che ama l'avventura come noi a dargli un'occhiata; poichè lo ha definito "proprio nel vostro stile" abbiamo inviato dal Camerun un anticipo all'ex proprietario. Dentro il Cetriolo c'è tutto: la cucina, il bagno, il lavello, il frigo, il letto per due persone, sportelli, casse e cestoni per contenere le cose. Tutto autocostruito dall'ex proprietario. Noi ci abbiamo aggiunto la cuccia del cane, un po' di coibentazione per resistere al caldo e al freddo, una doccia esterna, un piccolo sistema di ventilazione interna. Nell'ultimo mese e mezzo ci abbiamo girato la nostra splendida Italia, passa...

Didattica per competenze nella scuola di ENTER

L'ultima settimana prima di rientrare in Italia per le vacanze, Marta ha tenuto un corso per gli insegnanti che ormai costituiscono l'equipe didattica della scuola per tecnici idraulici del nostro progetto. Ecco l'articolo: http://www.arcsculturesolidali.org/it/2019/06/04/didattica-per-competenze-nella-scuola-di-enter/

Cosa ci manca dell’Italia

Quando un’italiano vive all’estero per tanto tempo, gli altri italiani, soprattutto se del sud, gli chiedono sempre cosa gli sia mancato di più dell’Italia. La risposta che tutti si aspettano è “il cibo” e in effetti come negarlo. Ma se si entra nello specifico e si vive in Africa, le risposte possono essere inattese. A noi è mancata la verdura in foglie possibilmente cruda. L’ovest del Camerun è un grande campo fertile strappato alla foresta tropicale, si potrebbe coltivare di tutto, ma avendo pochi mezzi per la conservazione, si coltivano in grandi quantità pochi tipi di ortaggi. Le verdure in foglie sono poche, dure e amare e se non vengono sufficientemente maltrattate in cucina sono immangiabili. Inoltre non è consigliabile mangiare verdure crude. Nonostante i kili di parmigiano che ci siamo portati, anche il formaggio ci è mancato molto. Qui non ci sono mucche da latte, tranne piccole eccezioni, ma il solito problema della conservazione e del trasporto non permette la ...

Sollevare muri lasciando aperte le porte

Per tanti mesi abbiamo avuto un tetto sopra la testa, ma eravamo circondati da muri che non arrivavano al tetto. In sostanza la casa era tutta aperta in alto. Il vantaggio è che entrava aria e luce, lo svantaggio era la possibilità che entrassero ospiti indesiderati, sopratutto zanzare e vento. Finalmente con l’aiuto di un muratore locale abbiamo completato il muro. Abbiamo richiesto di usare una tecnica particolare ma per lui riproducibile in altre costruzioni. I mattoni sono sempre quelli in terra cruda, ma abbiamo chiesto che anche la malta lo fosse, evitando quindi il cemento e mischiando con paglia e sabbia, per evitare lo sgretolamento. Inoltre abbiamo inserito tra un mattone e l’altro bottiglie di plastica per lasciare alla luce qualche spiraglio. Circa 700 bottiglie da bibita ora contornano la casa e con il loro fondo a fiore, viste dall’interno sembrano stelline. Abbiamo lasciato anche una finestra nell’abbaino, per avere all’occorrenza ancora aria e luce. Alle...

E luce fu!

Da un paio di settimane, la nostra casina di 160 metri quadri, è dotata di corrente elettrica. L’impianto è costituito da un pannello solare da 100 Watt che Michele ha montato sul tetto. Il pannello è collegato a un controller e, di conseguenza, a una batteria da 65 Ah. Tutto questo produce 12 Volt di tensione, per cui l’illuminazione avviene tramite strisce led, che arrampicandosi tra le travi del tetto, Michele sta posizionando nelle diverse stanze. Ogni giorno si aggiunge la luce in un nuovo ambiente della casa. Le nostre amate torce frontali e la lampada a petrolio che ci hanno accompagnato in tutti questi mesi, ormai servono solo a piccole funzioni, come raggiungere la toilette. Disponiamo anche di piccolo inverter che ci permette di avere la 220 V, con la quale possiamo caricare i PC. Non molti altri elettrodomestici, anche fosse possibile acquistarli, possono essere supportati da questo impianto, ma la casa con la sua luce assume un aspetto già più moderno.

La festa dell'albero a Bangang

Il nostro partner ha organizzato una giornata per promuovere il rimboschimento e lo staff del progetto ENTER ha partecipato http://www.arcsculturesolidali.org/it/2019/04/29/enter-e-la-giornata-dellalbero-di-bangang/

Una cartografia integrata e open source per la gestione dell'acqua in Camerun

L'esperienza dei workshop di geografia con OpenStreetMap, la collaborazione con HOT il collegamento con i mappatori volontari dell'alto Piemonte e Val d'Aosta: tutto molto stimolante. Una piccola prova per quando la formazione assumerà dimensioni molto più grandi. https://www.arcsculturesolidali.org/it/2019/04/02/una-cartografia-integrata-e-open-source-per-la-gestione-dellacqua-in-camerun/

Diserbare come i camerunesi non fanno

Quando dopo mesi di siccità il cielo si incupisce appena, si cominciano a preparare i campi per la semina. Il lavoro consiste, prima di tutto, nel falciare l'erba, lasciarla asciugare e ... bruciarla. L'effetto sul paesaggio ha un che di apocalittico. Il motivo principale è che qui, a parte i polli, le capre e qualche maiale, si alleva poco. Pochissimi sono gli equini e i bovini. Per cui l'erba fresca o secca non viene mangiata abbastanza, non si raccoglie in grosse balle per la stagione fredda, anche perché la stagione fredda non c'è. Se ci fossero ruminanti l'erba per loro sarebbe, comunque, fresca tutto l'anno. Noi, troppo impegnati in altri lavori per la casa, non siamo assolutamente pronti alla semina. Ma quando abbiamo visto passare una piccola mandria di asini, abbiamo subito chiesto al loro pastore di farli entrare nel nostro giardino. Lui ha accettato volentieri, considerato che ormai tutti hanno bruciato tutte le erbe e lui fa tanta strada per farli m...

Il pagne IWD o JIF (International Woman Day o Journée International des Femmes)

Ogni grande evento si celebra prima di tutto con un pagne . Ovvero una stoffa appositamente creata e messa sul mercato. Ognuno compra il suo pezzo e si fa fare un vestito da indossare il giorno dell'evento. Inoltre in Camerun ci sono giornate per qualsiasi cosa, per cui quella delle donne non può mancare. I festeggiamenti consistono quasi sempre in una sfilata che parte dalla place de fête. Noi non abbiamo sfilato, ma abbiamo indossato al lavoro e per strada i nostri abiti appositamente confezionati.

La nostra compost toilet

Ci abbiamo messo parecchio tempo a realizzarla, perché abbiamo lavorato praticamente quando eravamo liberi dal lavoro sul progetto, ovvero tra le 17 e le 18 (ora del tramonto), senza considerare tutti gli altri compiti della casa indispensabili alla sopravvivenza. Ma siamo molto fieri del nostro lavoro e da quando è operativa, ad ogni suo uso la soddisfazione è doppia!

Un vero Thinking Day

Quando eravamo ragazzi, e in particolare scout del Piano di Sorrento 1, ci dicevano che il Thinking Day o Giornata del Pensiero, il 22 febbraio, era il giorno in cui gli scout di tutto il mondo si pensavano tra loro. Col tempo abbiamo imparato che in occasione del compleanno di Baden Powel, fondatore degli scout, e di sua moglie, fondatrice del movimento scout femminile, i giovani esploratori si dedicano a una raccolta fondi, tradizionalmente detta “raccolta del penny”. Da un mesetto Marta ha cominciato a svolgere servizio come capo scout, presso lo sgangheratissimo gruppo di Dschang. Per il 22 febbraio abbiamo realizzato un video per invitare i nostri amici del Piano di Sorrento 1 a raccogliere un penny per comprare delle tende da inviare dall’Italia, considerato che qui non si vendono proprio. L’invito è stato accolto e presto arriveranno alcune tende, mentre con una parte del ricavato cercheremo di aiutare gli scout locali a realizzare con le proprie mani delle soluzioni ...

Gita a Soukpen

Il progetto ENTER coinvolge anche la comunità di Papa Giovanni XXVIII per persone in difficoltà. La comunità si trova nel villaggio di Soukpen per cui ci abbiamo fatto una capatina. Ecco l'articolo dal sito di ARCS: http://www.arcsculturesolidali.org/it/2019/02/20/acqua-per-la-comunita-di-papa-giovanni-xxiii-e-per-il-villaggio-di-soukpen-in-camerun/

Dove mettiamo la plastica in Europa: lontano dagli occhi

Credo che in Camerun esistano solo 2 città con un sistema di smaltimento dei rifiuti. Dschang non è ancora tra queste e men che meno lo sono i villaggi come Tchelequet (dove abitiamo noi). E allora come si fa? Semplice e demoniaco: si brucia! Nei mesi che siamo stati in città abbiamo visto accumularsi la spazzatura sotto casa fino a invadere la strada e l’abbiamo vista spesso bruciare, magari solo superficialmente. Ovviamente per spazzatura si intende tutto, indifferenziatamente. Ora che siamo al villaggio, Marta ha chiesto ingenuamente ai vicini cosa fare della spazzatura: “in che senso? Si brucia!” “Ma nel proprio campo?” “se vuoi puoi portarla lontano e bruciarla lì o lasciarla lì!” Ovviamente la soluzione non è accettabile, e la sensazione è di oppressione! Non c’è motivazione più grande a riflettere, a fare qualche piccolo sacrificio per limitare la spazzatura che altrimenti ci si accumula avanti casa. Riutilizzare il più possibile, che vuol dire avere sempre dei sacchetti di ...

Il solaio del politecnico di Bangang

Due giornate di intenso lavoro per la continuazione dei lavori di costruzione della scuola di Tchelequet. per vedere l'articolo: https://www.arcsculturesolidali.org/it/2019/01/22/il-solaio-del-politecnico-di-bangang-camerun/

Eucalipto secco o fresco?

La nostra casa sorge sulla sommità di una collina, per cui su una leggera pendenza. Per scendere sul retro abbiamo dovuto realizzare una scala dell'altezza di un metro. Dovendo rimanere all'esterno in una regione umida, abbiamo riflettuto molto sulla scelta del legno da usare. Chiedendo in giro pare che il legno disponibile più resistente sia l'eucalipto. Purtroppo non si trova nessuna essenza ben stagionata per cui ci siamo accontentati di tavole semifresche. Si tratta di tavole spesse 4-5 cm, molto irregolari perché tagliate a mano con la motosega, e molto molto pesanti. Al momento di fare i nostri tagli a mano e di inchiodare ci siamo accorti di quanto fosse duro. Ci è rimasto il dubbio che ben secco sarebbe stato più facile da lavorare. In seguito abbiamo scoperto di no, il che ci lascia stupiti della tenacia di questo legno. La nostra sudatissima e solidissima scala stagionerà sotto i nostri piedi. Dal punto di vista logistico la vita della casa è decisamente mig...

C’era una casa molto carina, senza soffitta, senza cucina…

Tchelequet sarà il villaggio dove abiteremo. Il villaggio dove sorgerà il politecnico del progetto ENTER. La casa che abbiamo scelto aveva solo le mura e il tetto. La proprietaria si chiama Madam Sarah, l’accordo e che noi pagheremo i lavori per farcela come vogliamo e in compenso non paghiamo l’affitto. La casa è molto grande ed ha un po’ di terra intorno. Abbiamo chiamato i muratori per fare il pavimento ma il resto lo faremo noi. Abbiamo riflettuto molto sulle priorità: fare un bagno (compost toilette) fuori, fare il muretto intorno al pozzo, far arrivare i muri fino al tetto, chiudere i buchi dei muri. Nel frattempo comunque ci siamo trasferiti, ieri, per poter dire che abitiamo qui dal 2018. Marta, Michele, Borobi, Kirikù e Cima. Cima era già venuta diverse volte e ha già capito quali sono i confini, per cui, da buon cane da guardia, abbaia a chiunque li superi. I gatti invece erano un po’ straniti, ma ci sembra proprio che si stiano ambientando bene. Il nostro letto lo ...

le Feste al mare (Kribi)

Considerata la grande attività del progetto ENTER per dicembre, ci siamo concessi qualche giorno di vacanza al mare di Kribi. Abbiamo trovato un alberghetto economico sulla spiaggia, a due passi dalle famose cascate. Parcheggiata la macchina, abbiamo deciso di non toccarla per 5 giorni. Non abbiamo fatto altro che mangiare cocchi e ananas, giocare con la sabbia e passeggiare sulla spiaggia. Un giorno abbiamo raggiunto le cascate e ci siamo un po' arrampicati fino a qualche pozza balneabile. Un altro giorno abbiamo camminato per 5 km di spiaggia fino al paesino di Kribi, dove c'è un porticciolo di pescatori e una grande tettoia dove si cucina il pesce appena pescato. Per il resto abbiamo sempre cenato nei ristorantini più o meno improvvisati sulla spiaggia a pochi passi dal nostro albergo. Il menù è sempre lo stesso: gamberi e pesce, con accompagnamento di patatine, plantin o alberi del pane fritti. Altri ospiti dell'albergo hanno organizzato un paio di falò e noi siamo st...

Inaugurazione del progetto ENTER a Dschang: presentazione della strategia Fo.Re.Go

Periodo di grandi incontri per il progetto ENTER e noi sempre in giro per villaggi. Qui un po' di dettagli https://www.arcsculturesolidali.org/it/2018/12/21/inaugurazione-del-progetto-enter-a-dschang-presentazione-della-strategia-fo-re-go/

Visita al carcere di Dschang

Questo post è doverosamente senza foto. Questo lunedì Marta ha avuto la possibilità di visitare il carcere di Dschang grazie ai volontari dell’Associazione Papa Giovanni XXIII. Quest’associazione sviluppa dei percorsi di comunità sia all’interno che all’esterno del carcere.   Il carcere di Dschang a differenza di altri ha la separazione adulti-minori. Abbiamo visitato entrambi le sezioni. Il carcere è organizzato con una corte interna dove i carcerati hanno la possibilità di cucinarsi qualcosa. Intorno ci sono celle buie e sovrappopolate che per la maggior parte del tempo sono aperte. Ovviamente non ci sono letti per tutti e molti dormono sul pavimento. Tutto ciò di cui un detenuto ha bisogno deve comprarlo, anche il posto letto. Non si capisce bene da dove arrivino i soldi: qualcuno fa qualche lavoretto con i sacchi del riso e la lana, chi viene in visita può acquistarli nello spazio colloqui. Ovviamente il problema principale è l’acqua! Ci sarebbe un impianto, ma n...

Bottiglie di plastica per ogni dove

Le bottiglie di plastica dell'acqua vengono continuamente riutilizzate a casa nostra. Principalmente per rimetterci dentro l'acqua potabile che produciamo grazie al nostro filtro (vedi il post " L'acqua potabile a casa nostra "). Ma le utilizziamo anche per conservare tutto ciò che è polveroso - come farina, curry, cacao, etc. - o in grani - come caffè, mandorle italiane, fagioli. Dopo un po' però le bottiglie possono bucarsi e per questo non possono più assolvere al loro compito. Per cui ogni volta che compriamo una bottiglia nuova la conserviamo per rimpiazzare quelle che si rompono. Quelle bucate le usiamo per comprimere gli imballaggi di plastica (sacchetti bucati e confezioni varie) per fare in modo che occupino meno spazio. Qui sulla gestione della spazzatura c'è ancora molto da lavorare, per il momento cerchiamo di non essere sommersi. In una bottiglia di plastica da 1,5 L se ben compressi ci stanno gli imballaggi (non cartacei) che produciamo in 2...