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Visualizzazione dei post da agosto, 2018

L'acqua potabile a casa nostra

La palazzina in cui viviamo per il momento è dotata di un pozzo proprio. E' un pozzo profondo 70 m, questo garantisce già una buona qualità dell'acqua, ma non basta per renderla potabile. Fortunatamente qui si trovano dei filtri di ceramica molto efficaci. Michele ha quindi costruito un sistema semplicissimo per potabilizzare l'acqua con questi filtri. Si tratta di due bidoni sovrapposti, sul fondo di quello sopra sono fissati i filtri attraverso i quali l'acqua scorre nel secondo bidone per gravità. Periodicamente travasiamo l'acqua, circa 10 L per volta, in bottiglie di plastica. Quando le svuotiamo le conserviamo senza tappo in modo che l'acqua residua non ristagni. Ovviamente periodicamente il tutto va lavato come si deve. Abbiamo rubinetti normali in cucina e nei bagni e l'acqua che ne esce è di qualità sufficiente a cucinare e a lavarsi. Quella filtrata la usiamo come acqua da bere e per lavarci i denti, insomma quando abbiamo bisogno di acqua ...

Dschang, l'università e il lago

il Museo della Civilization visto dalla sponda di fronte Dschang è stata costruita dai tedeschi durante il periodo coloniale, con l'indipendenza del Camerun nel 1960 si perse interesse per questa città, ma negli anni '90 vi nacque una delle più importanti università del paese, per cui ad oggi è principalmente una cittadina universitaria. Il mercato è caotico come in tutte le altre città, ma la gente è serena e allegra. La nostra casa sorge vicino al lago comunale: un lago artificiale che si forma a monte di una piccola diga. Il lago serviva a rendere costante la portata dell'acqua attraverso l'impianto di produzione di energia idroelettrica di costruzione tedesca. Oggi l'impianto non funziona più, ma il lago resta e intorno ad esso uno spazio grazioso, col pratino all'inglese, la struttura ben curata del Museo della Civilization e un noleggio di canoe. Un'oasi nel trambusto della città e uno dei pochi casi che abbiamo visto in cui si ha cura per il bello...

Questioni di platano

Il platano è una specie di banana ma meno dolce. Diciamo che il platano sta al Camerun come la patata alla Germania. Si vende in grossi caschi, diciamo "all'ingrosso" oppure sfusi. Normalmente si vendono quando sono ancora verdi, ma si possono mangiare anche quando diventano gialli e il loro sapore comincia a somigliare a quello dolce della banana. platani fritti Ovviamente comprare un casco è più economico ma poi bisogna consumarlo!!! Nella foto il nostro casco che matura ogni giorno di più e che ci costringe a cercare e a inventarci qualsiasi ricetta a base di platano. Il principale metodo di cottura è la frittura, ovviamente sono buonissimi e credo che sia il principale motivo per cui le donne camerunesi sono belle in carne. platani in bollitura Volendo evitare la frittura tutti i giorni, ci siamo cimentati nella bollitura, chiedendoci se fossero da cuocere con la buccia o senza (ha vinto la versione senza) e in una specie di frittata-pancake per la ma...

Insieme sotto la pioggia di Dschang

Circa 6000 km, 3 giorni di viaggio, un treno, un aereo e due bus, non sono pochi per un cane di 13 kg e un bipede con uno zaino da 18 kg. Ma alla fine ce l’hanno fatta: Marta e Cima sono a Dschang con Michele. Giusto in tempo per la stagione delle piogge e per la guarigione di Michele dalla malaria. Oggi alla riunione per il progetto a Bangang ci andiamo sotto la pioggia in moto tramite una fangosissima strada. Tragitti come questi saranno la nostra quotidianità. Cima resta a casa a fare conoscenza con Borobì e Kirikù (nella foto): non si sa chi abbia più paura!! Intanto cominciamo un po’ di esperimenti culinari con ciò che si trova al mercato e ci cimentiamo in tecniche di conservazione cibi x canidi, felini e umani.

C’è avventura ... anche in Piemonte

In attesa di partire per il Camerun, Marta e Cima sono al Campo Nazionale del CNGEI a Vialfrè in Piemonte. 3300 scout tra i 12 e i 16 anni e altri circa 1000 adulti scout. Entro stasera dovrebbero essere arrivati tutti. Noi siamo qui dal 27 luglio e ci restiamo almeno fino al 13. Stufe di dormire a terra, nella foto il nostro accampamento, più comodo e asciutto di una tenda.