Madame Lucienne cresce "da sola" 35 bambini, 18 anni la più grande, 2 anni il più piccolo. Alcuni hanno problemi di salute (5 con l'HIV e uno con un tumorino all'occhietto) ma gli sforzi di madame Lucienne si vedono perché sono tutti ben nutriti e sereni.
Quelle virgolette intorno a "da sola" sono i bambini stessi: il clima di collaborazione rende evidente come la crescita di ognuno dipende un po' da quella di tutti gli altri, come in un enorme famiglia. I bambini sono molto educati e tranquilli, abbiamo infatti dovuto allontanarci dalla stanza dove ci hanno accolto per renderci conto delle condizioni in cui vivono. A star con loro si cantava, si pregava e si ricevevano doni e domande, da dimenticarsi di essere in un orfanotrofio in Africa.
Così madame Lucienne ci ha accompagnato a fare un giro nel resto della struttura e intanto ci ha raccontato la sua storia.
Lei è orfana a sua volta, ma superate le prime difficoltà della vita, ha studiato e collaborato con ONG europee che operavano contro la diffusione e per la cura dell'HIV.
Scopre così che molti bambini malati vengono stigmatizzati dalle famiglie, che per mancanza di informazione temono il contagio o se ne occupano in modo inadeguato. Ne prende con se 3 che risultano senza famiglia, ma nel 2004 il prefetto le dice che non può tenere con se 3 bambini senza autorizzazione e infatti ... la autorizza ad aprire un orfanotrofio.
Col tempo lei farà di più: con l'aiuto dei servizi sociali che monitorano ma non operano i bambini dell'orfanotrofio diventano 35 e continuerà a seguire le famiglie che hanno bambini con HIV, mentre a ben altri 30 bambini trova affido in famiglie camerunesi, in totale si occupa di 200 bambini.
Michele intanto, per deformazione professionale, ha verificato la qualità dell'acqua del pozzo, valutandola non potabile, ma fortunatamente un centro di ricerca qui vicino permette ai bambini di prendere l'acqua da bere... anche quella non potabile, ma più potabile!
Nel frattempo visitiamo le 3 aule scolastiche, si perché in Camerun le scuole sono spesso private e tutti i bambini, sia quelli in famiglia che quelli in orfanotrofio, non potrebbero permettersi di frequentarle. A lei, insomma, costa meno far venire le maestre qui. Una ogni due classi che quindi stanno nella stessa aula. Le maestre sono quelle della scuola di fronte che completano il proprio orario con un'opera buona pagata, appunto, poco.
Nessuna organizzazione segue questa struttura, infatti non è facile fare delle donazioni, per questo motivo quello che ha raccolto la mamma di Michele lo abbiamo portato così, in contanti.
Molti regali che riceviamo a Natale o al compleanno sono superflui in Italia, ancora di più lo sarebbero qui in Camerun, dove oltre a non poterci portare molto, non ci serve molto.
Troveremo un modo per chiedere ad amici e famiglie di farci un regalo in euro-franchi-orphelinat con la certezza di portarli con le nostre mani esattamente dove servono.
| "si vabbè ci sono i bianchi ma io devo fare i compiti" |
| l'aiuto reciproco |
| Madame Lucienne in aula |
| "quasti bianchi proprio dopo pranzo devono venire a trovarci" |
| Michele riceve un rametto dell'albero della pace |
cara Marta, mi farebbe molto piacere poter fare uma donazione per i bimbi di Madame Lucienne...fammi sapere come.baci Ileana
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